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Internet nel mondo: utenti, uso e sviluppi futuri

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Un recente rapporto di Nature sullo stato di salute di Internet ci dà un quadro abbastanza completo di cosa è il web oggi. Partiamo dagli utenti che utilizzano il web nel mondo. Essi sono circa 2 miliardi, poco meno di un terzo del pianeta, cosi localizzati geograficamente:

  • Asia: 738,3 milioni di utenti
  • Eiropa: 418 milioni di utenti
  • Nord America: 252,9 milioni di utenti
  • America Latina 179 milioni di internet
  • Africa: 67,4 milioni
  • Medio Oriente: 57,4 milioni
  • Oceania: 21 milioni

Ma questi utenti per che cosa lo usano il web?

  • il 90% di loro per mandare e ricevere email
  • il 77% per cercare informazioni generali
  • il 69% semplicemente per navigare
  • il 67% per leggere
  • il 63% per dedicarsi al proprio hobby preferito
  • il 62% per cercare informazioni sui prodotti
  • il 54% per cercare informazioni sui viaggi
  • il 46% per lavoro
  • il 36% per giocare
  • il 36% per acquistare prodotti
  • il 27% per controllare la borsa

Le lingue più usate sul web sono:

  • Inglese: 478 milioni
  • Cinese: 384 milioni
  • Spagnolo: 137 milioni
  • Giapponese: 96 milioni
  • Francese: 79 milioni
  • Portoghese: 73 milioni
  • Tedesco: 65 milioni
  • Arabo: 50 milioni
  • Russo: 45 milioni
  • Coreano: 37 milioni
  • Tutte le altre: 290 milioni

Ma se questi numeri decretano il successo crescente del web e il suo uso sempre più massiccio a livello planetario, essi determinano per la rete anche alcuni pericoli.
Innanzitutto la mole di dati che passano sul web. Si parla di 10 miliardi di gigabyte di materiale, e si prevede che questo numero quadruplicherà entro la fine del 2012. Questa mole di dati che girano sulle autostrade virtuali provocano il rischio di congestionamento della rete per eccesso di traffico. Da qui il tentativo di ammodernizzare la rete e le connessioni, e rendere l’infrastruttura tecnologica che sta alla base del web più efficiente.  Per continuare a marciare in modo accettabile, si calcola che il web debba raggiungere la velocità di 10 gigabit al secondo, circa 1.000 volte la performance di una normale connessione casalinga oggi.
A causa del rischio rallentamento del sistema per eccessiva mole di dati, qualcuno ha proposto di fissare dei parametri con cui dare, in rete, la priorità alla veicolazione di alcuni dati su altri, in modo che i dati più importanti sia più sicuro che arrivino a destinazione, magari a scapito dei dati meno importanti. Questa cosa però si prospetta tutt’altro che facile da mettere in atto perché cozza contro il principio di libertà e di democraticità della rete, e perché questi parametri andrebbero decisi a livello universale, e quindi bisognerebbe mettere d’accordo tutti, cosa molto difficile.
Altro rischio che il web corre a causa della sua forte crescita, è l’esaurimento degli indirizzi IP, previsto per il 2016. Per questo motivo si sta passando dal protocollo Ipv4, che prevede al massimo 4 miliardi di combinazioni possibili come IP, al protocollo Ipv6, che permette di generare 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di combinazioni (in futuro il web sarà popolato anche da elettrodomestici, computer di bordo delle auto, orologi, pacemaker, etc.), e quindi di avere molti più IP a disposizione.
Inoltre oggi il web ha anche altri due grandi problemi da risolvere: quello degli attacchi hacker, che pare siano stati ben 1,6 milioni nel 2008, e le email spam, che sembra siano addirittura il 90-95% del totale delle email scambiate sul web.
Per far fronte a tutti questi problemi Stati Uniti, Unione Europea e Giappone hanno lanciato grandi progetti per la modernizzazione del web, sperando di riuscire a risolvere per tempo questi grandi problemi.

Matteo Giovanelli
Milano, 3 marzo 2010

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