Ricavi pubblicitari giornali
quotidiani: stampa vs online | Guarda tutti gli altri
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Ryan Chittum, della Columbia Journalism Review,
ha pubblicato quest’estate un post
con una riflessione
interessante sui ricavi che i giornali americani traggono dalle loro
copie stampate e dalle loro versioni online, riflessione che conduce a comprendere per
quale motivo gli editori rimangono ancora focalizzati sulle versioni
cartacee dei loro quotidiani e non stanno ancora facendo
quello switch sull’online che in tanti nel mondo del web
“sponsorizzano”.
I dati riportati nel post riguardano gli USA, ma possono
essere presi come modello significativo anche per ciò che
avviene in Europa e in Italia. Ecco i dati (dati NAA, Newspaper Association of
America).
Nel 2008 i giornali quotidiani hanno avuto in totale ricavi
derivanti dalla pubblicità pari a 34,78 miliardi di dollari
con 49 milioni di vendite, il che vuol dire 708 dollari per copia
venduta. I siti web degli stessi giornali hanno generato ricavi
pubblicitari pari a 3,1 miliardi di dollari con 67, 3 milioni di unique
visitors per mese, il che vuol dire un ricavo adv per utente di 46
dollari. Se vogliamo equiparare i 2 parametri di riferimento e ricavare
per entrambi il dato annuo di ricavo per utente, assumiamo che ogni
copia cartacea di giornale quotidiano venduto sia letta da 2 persone, e
moltiplichiamo per 12 il dato di utenti unici online mensili dei
giornali quotidiani di cui sopra.
Si hanno cosi i seguenti dati
di ricavi pubblicitari per utente, relativi al 2008:
- 355
dollari per utente “cartaceo”
- 4
dollari per utente online
Quindi, anche se i lettori online oggi in USA sono di
più dei lettori che acquistano, o ricevono in abbonamento, i
giornali quotidiani cartacei e anche se i ricavi pubblicitari dei siti
online di questi giornali crescono anno su anno, i ricavi per lettore sono ancora
di gran lunga maggiori per i giornali cartacei, e sembra
difficile che i siti online possano recuperare il gap aumentando il cpm
e il costo della pubblicità online, avendo a che fare con un
mercato molto competitivo e che lo sarà sempre di
più con la diffusione sempre crescente della search
advertising, più economica e, spesso, più
efficace dell’online advertising che si fa sui giornali.
Matteo Giovanelli
Milano, 30 ottobre 2009
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