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Banda larga: Italia vs resto del mondo | Guarda tutti gli altri approfondimenti

  Se si vanno a guardare gli ultimi reports sulla penetrazione della banda larga nel mondo, si scopre che l’Italia non è al posto in cui dovrebbe essere in considerazione della sua ricchezza, del suo sviluppo economico e delle sue potenzialità.
  Il Global Household Broadband Penetration Rankings del 2008 pone l’Italia infatti al 27° posto nella classifica mondiale della penetrazione della banda larga nei vari paesi.
  Il Broadband Quality Index, uno studio delle università di Oxford e Oviedo, pone l’Italia al 38% posto nel mondo nella classifica mondiale sulla qualità della banda larga. Al nostro paese viene dato un punteggio di 28,1 su un massimo di 100, quando la soglia minima per poter usufruire del web dei prossimi 3-5 anni viene considerata il punteggio 50. Al primo posto di questa particolare classifica mondiale si trova la Corea del Sud, che, con un punteggio pari a 66, ha superato il leader dello scorso anno, il Giappone (fermo a quota 64). In Europa chi sta messo meglio sembra essere la Svezia, con un punteggio pari a 57.
  Secondo la relazione AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) del 2009, la percentuale di accessi a Internet con banda larga in italia, sulla popolazione totale, è pari al 19%. Una percentuale inferiore alla media europea, che risulta essere del 22,9%, e inferiore a paesi europei quali il Regno Unito, che ha una penetrazione del 28,4%, la Francia, con ha il 27,7%, la Germania, 27,5%, e la Spagna, 20,2%. Se si va a prendere il dato delle connessioni a banda larga sul totale delle connessioni, il nostro paese si attesta intorno a una percentuale del 40,3%.
  Oltre al ritardo nella diffusione della banda larga, il nostro paese registra anche una difformità elevata tra le diverse regioni, se è vero che mentre regioni come Lombardia e Lazio hanno una percentuale di connessioni a banda larga sul totale delle connessioni superiori al 45%, alcune regioni del sud hanno una diffusione intorno, se non inferiore, al 30%. Oltre a ciò, in Italia, il 13% circa della popolazione, cioé 7.800.000 italiani non solo non usano la banda larga, ma non vi hanno neanche accesso.
  Dove sono i primi paesi al mondo per uso della banda larga? La Corea del Sud, al primo posto per uso della banda larga, ha una penetrazione intorno al 90%. In Europa l’Olanda ha una penetrazione intorno al 90%, e la Finlandia, che ha una penetrazione del 65%, ha annunciato che garantirà per legge la connessione a banda larga a tutti i cittadini. Cosa che ha già fatto la Svizzera e che sta facendo la Francia.
  Perché bisognerebbe favorire la diffusione della banda larga? Perché probabilmente è e sarà sempre più un fattore di competitività strategico nei giochi dell’economia mondiale.
  Secondo alcune previsioni fatte da Gartner, a fine 2009 1 casa su 5 nel mondo avrà la connessione a banda larga: 422 milioni di abitazioni avranno Internet veloce, contro i 382 milioni del 2008. Il trend positivo è destinato a proseguire almeno fino al 2013, quando la banda larga sarà in 580 milioni di case.
  Gartner ha calcolato che tra il 2008 e il 2013 il giro d’affari legato alla banda larga salirà da circa 100 a circa 140 miliardi di dollari.
  Secondo il rapporto Italia Digitale 2.0 della Confindustria, in Italia il valore aggiunto prodotto direttamente dai Servizi Innovativi e Tecnologici è pari al 13% del PIL, ma raggiunge il 30% se si valuta il contributo indiretto fornito agli altri settori dell’economia.
  Dati che fanno capire come si dovrebbe investire di più e più in fretta sulla banda larga.

Matteo Giovanelli
Milano, 12 novembre 2009

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